Da zero a nove forse cento

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Pensiamo al nostro tempo di vita suddiviso in decenni.

Il primo da zero a dieci.

Io pro-vengo dall’unione e dall’amore tra mio padre e mia madre.

Ricevo così, un codice genetico che racchiude tutte o in parte le caratteristiche della mia discendenza. Il mio aspetto morfologico e tutte quelle espressioni di vita, che piano piano scoprirò e utilizzerò.

La prima decina, si concretizza con il bisogno estremo della vicinanza e della cura dei nostri genitori e parenti. Abbiamo la necessità di essere nutriti, lavati, sorvegliati e stimolati. 

I primi mesi sono fondamentali, per costruire e soddisfare il nostro bisogno di attaccamento.

Ci interfacciamo con visi che diventano noti e significativi per noi e riceviamo un imprinting, che persisterà per tutta la nostra esistenza.

In questo tempo sono infinite le abilità che si attivano come: sorridere, mangiare, parlare, camminare tutte operazioni indispensabili per consolidare la capacità di stare nel mondo.

L’educazione nella prima decina ha una parte rilevante, così come la necessità di esercitare la funzione del gioco nelle sue svariate forme.

La famiglia e la casa, sono luoghi di primaria importanza, come l’interazione dei rapporti sociali.

Il corpo fisico intanto continua a crescere e a svilupparsi.

Nella seconda decina.

Dai dieci anni in poi, si affinano e si orientano le “scelte” che indirizzano e prendono vie specifiche in base alle attitudini che ogni persona possiede.

Ci sono degli indirizzi che ci permettono di approfondire determinati percorsi con materie appropriate.

In questo tempo nascono i primi “batticuori” nascono pulsioni e si è calamitati dall’altro/a orientati dalla legge dell’attrazione.

Arriva la maturità e si esplora il creato.

Il terzo decennio.

A trent’anni si è pienamente attivi, infatti in quest’arco di tempo avvengono straordinarie rivoluzioni. Si inizia a lavorare, si inizia un percorso di convivenza o matrimoniale, si diventa genitori… un’infinità di “si” di affermazioni. E’ un’apertura e una conferma alla propria realizzazione.

La propria famiglia è sempre accanto e sostiene nelle decisioni, ma con discrezione.

Il quarto decennio

E’ sempre ricco di progettualità, di voglia di fare pianificazione e di espansione.Le proposte idealmente sono consolidate, ma l’individuo desidera sempre migliorare e condividere le proprie competenze con la parte sociale. Non solo l’io ha valore ma nasce la necessità del noi.

La condivisione sociale permette di sperimentare l’unione, l’aggregazione e l’importanza di  lasciare tracce.

Il quinto decennio

Siamo a metà percorso, cinquant’anni è mezzo secolo… il corpo ha sperimentato un bel percorso, ha superato prove si è adattato a tante situazioni e trasformazioni. Ora inizia a inviarci segnali di cambiamento dal sonno alla veglia, dalla resistenza alla flessibilità, all’alternanza della massa muscolare fino alla fragilità articolare e così via. Il cambiamento ormonale ci porta a dover riequilibrare parecchi aspetti di noi.Intanto si continua ad aver impegni lavorativi, famigliari sempre più vincolanti. Si fa… si è super impegnati, il tempo vola vola. I figli seguono il proprio percorso e noi sempre discretamente accanto.

Il sesto decennio.

Si raccolgono i frutti… di cosa?

Di tutto ciò che si creato, costruito e organizzato. Il tempo sembra scorrere con un andamento diverso a volte più pacato e tranquillo, forse si rallenta? 

Ci sono momenti dove ci si può rifugiare e pensare finalmente a se, perché tante realtà hanno trovato la giusta collocazione. Insieme alle persone care, o al proprio amore è possibile assaporare nuove possibilità… anche viaggiare, coltivare degli hobby e ridare valore alla fine del percorso lavorativo. In questo periodo si è ancorati alla cura dei genitori anziani e alla disponibilità per le richieste di aiuto nei confronti dei nipoti.

Il settimo decennio

Tempo dei ricordi e del voler ancora fare, ma con tante riflessioni.

Che stile di vita ci si programma? Come sono le forze a disposizione?

L’avere, in una società individualista come la nostra, è fondamentale, ma anche essere ha una grande rilevanza in questa fetta di vita. Essere ancora attiva, presente, in autonomia ti consente di poter scegliere e valutare cosa è meglio… una buona rete di amicizie e di affetti consente di sentirsi ancora utili e vivi. L’amore si trasforma e assume una dimensione più universale. Circondarsi di bellezza e di natura aiuta star meglio.

Ottavo decennio.

Aver raggiunto gli ottant’anni è un bellissimo traguardo che si festeggia con amici e parenti. Si entra a pieno titolo nell’anzianità… a volte il corpo cede con qualche acciacco è inevitabile, ma lo spirito e la capacità di adattamento sono indispensabili per mantenere intatta la voglia di vivere in ogni condizione. I figli iniziano a ridonare quell’amore ricevuto, offrendo cure e sostegno. Siamo parte integrante della stessa struttura famigliare e l’interscambio dei ruoli avviene in modo naturale. Così è la vita a volte… Chi arriva a transitare nel decennio nove è super fortunato. Ha sicuramente una fortissima ”tempra” dei geni con dei telomeri lunghi, ha vissuto una ricca vita, piena di avventure e di avvenimenti sia personali che storici, perché nell’arco di novanta anni avvengono infiniti cambiamenti.

Le persone che ho avuto l’onore di conoscere hanno testimoniato attraverso la voce, il comportamento e la lucidità della mente, la loro tenacia, la forza il coraggio, la dignità, il sacrificio e l’amore per quel respiro di vita che ogni giorno onorano.

La loro voglia di andare avanti fino alla fine dei loro giorni con la speranza di fare del bene e stare bene… poi c’è una parte della popolazione che arriva fino a 100.

La nostra vita suddivisa per decenni può sembrare una grande torta porzionata in spicchi dove ogni anno si soffiano delle candeline per festeggiare, oppure può sembrare un grande cerchio, un grosso anello che come regalo ci è stato donato e portato da noi. Si può immaginare anche una strada da percorrere che sale e scende, che ci permette di passare attraverso boschi, spiagge,  deserti, montagne rocciose, praterie immense fino a raggiungere la nostra meta. Ogni esperienza a secondo dell’età ci permette di imparare, di crescere, per essere il meglio di ciò che siamo per poi restituirlo ad altri… quella linea non si sa quando finirà, ma la bellezza è viverla e sperimentarla per ciò che è “un soffio di vita“ piena di colori, di meraviglia, di tenerezza e di amore… la nostra fantastica avventura terrestre.

Elena  Montini

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