Paura …che paura!

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Durante la nostra vita la paura muta, infatti la sua forma cambia e si trasforma.

C’è comunque un filo conduttore che ci segue o ci insegue.

L’infanzia ha le sue manifestazioni, legate a volte alla non piena comprensione di ciò che accade.

Quando non si vede e c’è buio, nasce la paura. La non chiarezza, rende tutto offuscato, scuro, tetro e una piccola lucina, può offrire conforto. Nell’oscurità ci si perde… ci si sente soli e abbandonati, il buio ti avvolge inquieta. Il fatto di perdere delle sicurezze, degli affetti e dei porti sicuri ci sconvolge e il corpo lancia segnali, scendono lacrime e il cuore batte forte la bocca si apre, si spalanca e si urla. 

Paura… che paura? La nostra mamma ritornerà, arriverà a riprenderci?

La nostra casa è un luogo sicuro, mentre lontano da essa tutto è diverso e poi cosa potrà succedere!

Vi è poi la paura per ciò che è diverso da noi… gli animali pericolosi e feroci, non tanto per la loro dimensione, ma per l’interazione tra noi e loro. Un ragno, un topo, un lupo, un toro, un serpente, un orso, un cavallo, una volpe, un cervo, un corvo, un pipistrello, una medusa, uno squalo, tutti possono far paura se entriamo in relazione, in collisione, se ci sfiorano e ci attaccano. La nostra vulnerabilità si manifesta e ci comportiamo in diversi modi; rimaniamo immobili, oppure scappiamo a gambe levate. Il nostro corpo ci invia segnali e ci riprogrammiamo per difenderci, per ripararci e sopravvivere al pericolo.

Altre paure in questo nostro tempo sono le paure sociali e relazionali. Nascono dall’interazione con le masse, dove c’è troppa gente e ressa, dove ti senti schiacciato. Nelle situazioni di compressione, che si fa? Non c’è spazio vitale, manca l’aria e la paura cresce… il cervello cerca  e crea le soluzioni migliori per fuoriuscire e trovare  la via più veloce e sicura per liberarsi.

Anche uno sconosciuto può esser fonte di paura… in questa società individualista, l’altro diverso crea sfiducia… poca trasparenza non aiuta e la percezione, la visione, ti rimandano segnali di allontanamento… io mi tutelo, perché tremano le certezze… chi sei? Cosa vuoi? 

Cerchiamo di uscire dalle paure, che non hanno alte probabilità di verificarsi… è raro che la tecnologia collaudata possa incepparsi, che degli eventi tragici possano accadere ogni giorno, perciò rimaniamo ancorati alla tranquillità e ridimensioniamo la paura. Teniamo i piedi per terra, c’è chi ha paura del vuoto e delle altezze e controlliamo le emozioni. Voliamo con la nostra fantasia e riduciamo la paura, anche se infinite possono essere, ma ogni nostra paura può essere affrontata con il coraggio che ognuno di noi ha in modo diverso ad ogni età della nostra vita.

Elena Montini

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