Il ventaglio

il

Come in un ventaglio, la vita si snoda…

ed in successione ogni porzione si apre, ampliando la dimensione e la funzione dello stesso. Vi sono varie interpretazioni, riguardo alla modalità e la natura stessa dell’oggetto…

Chi ha già tutto e chi non ha niente!

Riflettiamo come cambia la visione della vita, della propria condizione e delle proprie possibilità. Alcune persone vedono già in partenza il ventaglio completo e man mano che il tempo passa, lo richiudono. Una parte della popolazione invece, definisce che ha tra le mani una grossa fetta, ben voluminosa da far decrescere. 

Il ventaglio si può aprire come ali di pipistrello e volteggiare come ali di una farfalla. 

La capacità di scelta e la forma stessa, contribuiscono a posizionare, a modificare la percezione di ciò che si trova di fronte o accanto a noi. Quanto si afferma: “ho un ventaglio di occasioni, che ho acchiappato al volo! Ho un ventaglio di offerte che ho sviscerato con minuziosa attenzione, per cogliere ciò che rispecchiava le mie aspettative!. Ho avuto un ventaglio di proposte che con forza e determinazione ho valutato, per poi orientarmi con fiducia nella decisione finale.

Ho avuto un ventaglio di esperienze, che hanno permesso di sperimentare, ricercare, crescere e migliorare l’armoniosa ricchezza personale”.

Un ventaglio si apre e si chiude, grazie alla strutturazione ed al meccanismo dell’originaria costruzione. È infatti composto dall’alternanza di segmenti… una parte scheletrica (legno osso) ed una più morbida e leggera, che ne viene inserita, caratterizzata da tessuto, pizzo o carta. Ogni gioco di trasparenza, di velatura permette alla luce di oltrepassare la barriera, creando a volte, un forte mistero tra ciò che vi è al di qua e al di là. Con la rotazione del polso si orienta e si acconsente ciò che si vuol mostrare. Dare aria e farsi aria… rinfrescare attraverso ondeggiamenti del braccio, parti del viso e del corpo dalla calura estiva, é sicuramente un refrigerio!

Si posiziona lo spazio a disposizione e si mandano segnali ben espliciti, senza l’emissione della parola. Solo in occasioni particolari è concesso di portare con sé il ventaglio ed il colore o la presenza di ornamenti, definivano il proprio stato di provenienza la situazione. La presenza di fiori, di ricami, di paesaggi hanno permesso a questo oggetto di essere commercializzato.

Ho un forte legame con l’immagine del ventaglio, perché alla scuola dell’infanzia è stato il mio contrassegno. Questo simbolo definiva lo spazio personale nell’insieme collettivo. Dava sicurezza, senso di appartenenza, e orientava lo spazio e il suo utilizzo. Non è poco a soli tre anni di vita… dove c’era il ventaglio c’era qualcosa di mio e di me. Io c’ero in quel preciso posto con i miei disegni, i miei indumenti, i miei giocattoli… io guardavo il ventaglio è quel codice mi definiva, organizzava il pensiero e l’azione.

L’ho poi lasciato in un cassetto del mio cuore, i cicli scolastici avanzavano e le modalità dell’azione cognitiva si diversificava, ma il ricordo accompagna sempre la crescita le emozioni …riaffiorano.

La cultura orientale, ha utilizzato questo caro oggetto nella quotidianità, mentre noi sono in qualche occasione.

La raffinatezza del ventaglio con la sua armoniosa bellezza accompagnerà le “nobil donne” in ogni tempo e farà esaltare la dolcezza accattivante dei sorrisi e la luminosità dei volti ancora per molto, perché il tempo con il vibrar dell’aria blocca l’avanzare e ci trasporta nella magia dell’attimo… quell’istante che lascia il segno.

Elena Montini

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