Lo spreco

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Lo spreco viene spesso associato all’avanzo, ma può essere collocato anche in un contesto di privazione.
L’abbondanza può avere come prerogativa, la possibilità di poter sciupare, scartare e sprecare. Chi ha molto o troppo, non sempre si cura del di più… si diventa disattenti a quantificare e sprovveduti a suddividere le porzioni. Si finisce per essere incuranti nel verificare la scadenze; infine si è illogici, perché non si fanno calcoli.Avere, possedere e primeggiare, per concludere “ostentare“ .

Lo spreco in una società, che alla sua base ha il concetto di “bello, buono e caro“… cos’è che la rende dispersiva?
La ricerca del bello come esteriorità, apparenza e assoluta perfezione.
Il buono come prodotto da scartare e mangiare velocemente.

Il caro inteso non come dimensione affettiva, ma essenzialmente “realtà economica“.
Tutto ha un prezzo e un costo, quindi un mercato.
Ecco che lo spreco si apre a ventaglio nel nostro contesto sociale e produttivo. C’è un flusso che ci intrappola, ci ingloba e ci fa entrare, anche senza il nostro consenso, in un vorticoso movimento, che lascia dietro a sé sempre dei pezzi.
Non ci sono biglietti per la partita, ma solo perché ci sei, vieni spinto in avanti come delle biglie in successione, perché le strutture sono già ben organizzate. Per farti ingoiare la pillola, ogni tanto e con inganno ti presentano gli “ esperti di settore “ . Caspita! non siamo immediatamente pronti a capire dove ci imbrogliano, dove lo spreco è camuffato in vantaggio, ma poi alla fine del mese sei “impastato“ nel sistema e per dipendenza non torni più indietro.
Siamo inoltre inseriti in caselle e fasce di reddito, che non salvaguardano e tutelano gli individui, ma ne sfruttano le debolezze. Lo spreco è servirsi delle diversità, per non accettare la specificità. Una visione comune è la più veloce a livellare ad intraprendere la via in una sola direzione, perché consente di gestire al meglio l’orientamento delle masse.Si accelerano solo alcuni consumi e lo scarto viene poi sfruttato dai grandi colossi e non riconvertito ed i piccoli si paralizzano e poi PUF !!! scompaiono dal mercato .
Alla radice vi sono i pensieri uniformati …siamo come una mandria e poi giunti a destinazione… non voglio pensare al nostro destino !
Che spreco di tempo e di energie , non ci sono discussioni e contraddittori… il più forte trascina e il bullo sfotte!
Si è sempre più poveri piccoli e indifesi, ma bisogna reagire. Se intorno a noi , i cambiamenti non ci aiutano a crescere, è uno spreco non reagire !!! Tutto sembra fermo e piatto, oppure l’opposto è talmente veloce e la via di mezzo, non esiste più. Ci illudono, ma le occasioni non vanno sprecate. I cambiamenti non sono semplici, complessa è la situazione vicino e lontano da noi. Vi è una certa interdipendenza, che ci collega… le macro strutture pesano sopra al micro progetto, ma il nostro movimento deve iniziare a circolare, anche se inquadrati dentro uno spazio rettangolare.
Se tante luci, idee, pezzettini di scarto, si rivitalizzano, si possono innescare scintille di energia, che creano input a catena, per ripartire con la voglia di fare bene.
Educare a …saper scegliere ( non lasciare, non buttare, non tagliare, non sporcare ) si posso ! Aiutare a …utilizzare le risorse con strategia costruttiva ( reinventare, riconvertire, recuperare e riciclare) si posso !
Formare a …rispettare e non sprecare, perché noi e il nostro pianeta ci dobbiamo salvare!

…” Non sprecare la capacità,
la predisposizione e il tempo a tua disposizione “

Elena Montini

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