La rabbia

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La rabbia si alimenta, cresce ed è contagiosa nel momento in cui si trasferisce dall’io al noi quando vi è una stretta vicinanza di soggetti che la pensano allo stesso modo.  Una forte arrabbiatura viene spenta se non trova un terreno fecondo nelle vicinanze, ma se vi sono bracci accese, Il fuoco prende sempre più corpo e si espande.

Ci si arrabbia quando non si viene ascoltati… quando ci si sente incompresi, quando i diritti vengono colpiti… quando la fiducia viene meno… quando la menzogna passa per verità. Quando le persone utilizzano il potere per i propri interessi… quando… quando.

La rabbia prima di esplodere, viene covata e trattenuta dentro di sé.

Il calore aumenta, cresce, ti invade e colpisce tutti gli organi, dal cuore al cervello e la si comprime, tanto che, come una pentola a pressione, puoi fuoriesce. Gli effetti sono violenti, forti, incontrollabili.

Una rabbia che può diventare follia, alienazione di ogni capacità selettiva e cognitiva. “Taci, maledetto lupo! Consuma dentro te con la tua rabbia…” (Inferno, Canto VII) ed ecco Dante che si riferisce al lupo un tempo uomo che perde la ragione e diventa animale. La rabbia del singolo fa paura, ma la rabbia collettiva invade, straripa, è un fiume che si alimenta e poi lacera gli argini, non si hanno più limitazioni, c’è un’inondazione e la situazione non si controlla.

Come nell’Orlando Furioso, Ludovico Ariosto evidenzia come “… Ne fu per arrabbiar, per venir matto; ne fu per dar del capo in tutti i muri; fu per gridar, fu per non stare al patto: ma forza è che la bocca al fin si turi, e che l’ira trangugi amara ed acra, …”. Parole, gesti, assumono toni accesi contro qualcuno o qualcosa. Ci sono colori ed espressioni che determinano il malessere: “sei rosso di rabbia!” “Sono arrabbiato come un toro!”. Tutta questa energia rompe nel passaggio, dopo l’apice si sgonfia e si raccolgono i cocci, i detriti.

Le parole a volte feriscono più dei coltelli, e lo sfogo verbale ti fa stare meglio, e modifica la situazione. Piccoli sassi nella scarpa vanno tolti, perché disturbano il cammino, ma per vincere le vere battaglie, bisogna incanalare e far fruttare la fatica, bisogna imparare a difendersi, occorre tutelare la nostra salute, avendo conoscenza per contrastare, per smascherare bugie e inganni. Indispensabile è manifestare la propria libertà, avere la possibilità di esprimersi, per girare la testa a destra e sinistra, e non sempre in basso, affinché non rimangano dei risentimenti al riguardo.

Arrabbiarsi non fa bene alla nostra salute e non ci permette di vivere al meglio le problematiche… perciò non lasciamo che le prepotenze abbiamo il sopravvento e alleniamoci a controllare e a gestire le provocazioni che recano in noi alterazioni e arrabbiature!

Elena Montini

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