Rallentiamo la corsa

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Il virus si propaga, contamina, infetta e ha una diffusione tale, che ogni giorno i numeri delle persone che l’hanno contratto, si moltiplicano a dismisura. 

Ogni sera il bollettino prende sempre più spessore e fa impressione! 

C’è un nemico invisibile, ma potente… ci colpisce, entra nel nostro corpo per le vie aeree e mette fuori uso il sistema respiratorio. I polmoni non riescono più a funzionare ed a ossigenare il sistema circolatorio. Siamo tutti vulnerabili, ma le categorie più a rischio, sono le persone anziane così in prima battuta ci hanno informati, ma non è per niente veritiero, tutti si ammalano ad ogni età. Non è una semplice influenza e coloro che hanno per varie ragioni diffuso informazioni errate e minimizzato la situazione, ora ricorrono ai ripari. I territori di maggior contagio si sono subito circoscritti in zone rosse e posti in quarantena. Il nord dell’Italia è stato per primo coinvolto, perché vi è maggiore concentrazione di popolazione e circolano più persone. Ora la macchia  dei positivi si è espansa e tra una penisola divisa in settori l’asticella si  è alzata. Siamo tutti a rischio, bisogna stare a casa, rallentare la corsa evitare la staffetta. Sono vietate riunioni assembramenti di persone, non dobbiamo circolare e fare aggregazione… bisogna mantenere tra di noi una distanza di sicurezza, indossare una mascherina e guanti protettivi, per non porre a repentaglio la propria e la vita altrui.

Siamo un popolo che non è allenato ad obbedire, ma ogni individuo è collegato inconsapevolmente agli altri. Abbiamo una rete di affetti dei quali non ci si vuole mai separare, ma è di vitale necessità non riunirsi, per far rallentare la propagazione del virus.

Ho visto e assistito a situazioni di accaparramento di beni di consumo nei supermercati svuotati, ma non c’è il divieto di circolazione per le merci, quindi bisogna usare il buon senso.

Ho constatato come giovani spavaldi, non hanno compreso e continuato a fare happy hour in locali affollati, bisogna essere responsabili. 

Ho visualizzato sui social, fotografie che immortalano  gruppi di persone in fila per prendere lo ski-lift in montagna, bisogna saper rinunciare.

Ho appurato il super affollamento dei parchi cittadini da parte di famiglie con prole al seguito, bisogna analizzare la situazione. È incomprensibile che si adottino comportamenti inappropriati, bisogna essere ora più che mai cittadini che con rigore, attuano delle azioni inderogabili… tutti noi siamo indispensabili gli uni per gli altri.

Le scuole sono chiuse, non siamo in vacanza, siamo in emergenza… tutti i nostri bambini vanno tutelati anche se le famiglie fanno fatica nella gestione quotidiana. C’è finalmente la consapevolezza che la situazione è allarmante. I nuovi decreti che vengono emanati in successione, ci obbligano ad assumere misure sempre più drastiche ad uscire di casa solo per motivi medici, per esigenze di rifornimenti alimentari e per funzioni essenziali. Il clima piano piano cambia, c’è un silenzio ovattato la città si ferma. Si  sentono le sirene di tantissime ambulanze, che si dirigono negli ospedali ed il numero dei morti aumenta ogni giorno. Le strutture sanitarie sono al collasso e i nostri medici fanno tutto il possibile, ma le rianimazioni e le sale intensive sono ormai strapiene e mancano i respiratori.

Ogni sera il capo della Protezione civile tiene una conferenza stampa per riferire la situazione e aggiornare i numeri. È veramente impressionante, è ormai dichiarata la pandemia. In data 14 marzo 2020 in Lombardia i malati sono 11.685 e i deceduti 966, in Italia i malati sono 17.750  ed i morti 1441 sono numeri ,ma corrispondono a persone… a dei volti.

Siamo sempre abituati a correre, a fare un’infinità di attività, ma ora bisogna fermarsi, abbassare le saracinesche, chiudere le attività e rimanere a casa. Ritrovare la dolce atmosfera della propria dimora, ma si percepisce una strana dimensione temporale. 

Avere un tempo per:

– riflettere, rimettere  in ordine idee, pensieri e cose.

– riequilibrare dimensioni, che ci stavano ormai sfuggendo dal ritmo incalzante.

– ridare valore alle semplici azioni.

– trovarsi insieme per parlare, sognare e fare progetti, ma vivere il presente intensamente non è facile 

– leggere e sfogliare testi posizionati sul comodino.

– ritrovarsi in un luogo in un tempo tutto nostro, con le persone che noi amiamo.

Quando la realtà fuori ci spaventa, la propria casa diventa un rifugio. Quelle pareti ci proteggono ci tengono al caldo, ci rassicurano e parlano di noi attraverso oggetti e profumi. Quello che più riempie sono gli affetti che ci danno la forza di lottare e resistere. Le Voci allegre dei bambini consapevoli solo in parte della gravità ci aiutano modificando i loro giochi e le giornate

Sento la necessità di allontanare per proteggere i nostri cari anziani, dalla stretta relazione dai contatti fisici e amorevoli con i propri nipoti, perché molto rischiosi.

Sento la fatica di che opera sul campo in prima corsia e nonostante le accortezze rischiano di infettarsi… ma procedono instancabilmente con turni massacranti. Sento che il silenzio intorno a me è carico di irrequietezza, perché è un tempo carico di preoccupazione.

Sento che le istituzioni cercano con i mezzi a loro disposizione di dare indicazioni per tutti noi, per contenere gli effetti devastanti

Chi ci protegge? Pian piano si mettono in atto tutte quelle azioni, che possono avere un effetto, per rallentare la corsa. Quando dobbiamo vincere una gara dobbiamo accelerare l’andatura, ora l’effetto da adottare è l’opposto. Per sconfiggere questo virus, il coronavirus è indispensabile rallentare, fermarsi… stare in casa e  isolarsi per un po’ da tutto. Quanto tempo? Il tempo necessario per spegnere l’energia e la propagazione. Fermati e utilizza la tua forza… riscopri quello che hai intorno a te, sii curioso e intraprendente, cogli questo momento per apprendere e migliorare, per ridar il giusto valore a te e alla comunità. Siediti prega e disegna un arcobaleno con la scritta “tutto andrà bene“. Dal cielo alla terra i colori si uniranno formando una lunga strada dove transitano anime e insieme tutti lontani, ma vicini nella speranza, vinceremo la battaglia! 

di Elena Montini

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