Collimare le distanze

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Tutti sono in fermento.

Pensa un momento alla fermentazione, all’interno di una botte, già c’è una trasformazione, c’è agitazione ed infine avviene un cambiamento.

Pensa ora al genere umano, c’è chi è agitato e saltella, c’è chi ondeggia e si gira a destra e a sinistra, chi alza lo sguardo e cerca tra le nuvole, non so che cosa… chi batte a ritmo il piede destro ad intervalli regolari, poi rotea la mano sopra il pomolo dell’ombrello, infine abbassa le spalle e controlla l’orologio.

Ci sono poi i ritardatari, coloro che si accalcano e spingono per salire in metrò, accelerano il passo ed in fretta aumentano l’andatura, quasi desiderosi di “sapere volare” per guadagnare il tempo.

C’è poi chi si giustifica al telefono e tutto ad un tratto e tutto d’un fiato, comunica un sacco di storie:

“si arrivo… solo adesso mi sono liberato, sai mi è successo un imprevisto, aspettami!”

C’è di parte e che arriva.

C’è chi sente e chi è sordo.

C’è chi si abbraccia e si bacia.

C’è chi si saluta e si rincorre.

Collimare le distanze!

Può essere una gioia, una fatica e un dolore.

Può essere immensa gioia:

“chi sei tu per me… sempre!”

Può essere un’impresa:

“finalmente! Ecco sei qua!”

Può essere uno strazio:

“ora no! Proprio non ci voleva, adesso in questo momento!”

Collimare le distanze.

La relatività del tempo… immagina di tirare un elastico.

Eppure io ero lì e non ti ho visto, peccato ho perso un incontro e un’occasione.

Eppure, mancava poco, un secondo per un istante…

Eppure, c’è voluta una vita intera, ho aspettato tanto, ma ora…

Sai mentre il tempo passava, Il mio pensiero era fermo…

Si lavoravo, facevo…

ma come Penelope tesseva, sfilava e poi ripartiva sempre da dove aveva iniziato, dall’origine.

Collimare le distanze.

Sai la notizia mi è giunta troppo tardi, ormai non posso recuperare la situazione, mi dispiace!

In queste condizioni posso fare poco, ben poco!

Accorciare le distanze, venirsi incontro.

Come un domino, ci sono delle tessere che combaciano ed altre no, così a volte, bisogna saltare un turno, saper attendere, saper partire.

Come in una sinfonia, bisogna saper attaccare e seguire un ritmo, leggere un tempo preciso, un’andatura musicale, per raggiungere l’armonia e la perfezione.

Ci sono distanze personali e collettive, vi sono esperienze che ci tengono in bilico, tra l’essere ancorati  al nostro passato e il desiderio di spingersi più in la, nel futuro salendo un poco, quel gradino più su.

Cercare di capire prima è un vantaggio…

Guardare in lontananza è positivo, perché tutti guardano solo dove camminano per non urtare, per avere le giuste distanze.

Se invece riesci a guardare fuori dal tempo, a scrutare oltre, puoi comprende.

Si! Chi possiede una spiccata sensibilità, la distanza tra le cose che ti circondano e che trovi nel mondo, può essere? La tua curiosità, la tua freschezza e la voglia di sapere, ti condurrà ad avere una ricchezza, una proprietà, che con una coperta fatta a mano ti copre e ti riscalda nei momenti freddi gelidi; che arricchirà e si svilupperà di punti (di vista) e di colori nuovi (di cultura) di losanghe e piano piano crescerà in lunghezza fino ad avvolgerti più volte, perché ogni distanza, ogni buco, verrà ricamato e personalizzato da quello che per te (e non per altri) sarà importante e tutto il resto non avrà senso.

La puntualità!

Ho riempito le distanze vivendo, finché hotrovato il giusto spazio e la collimazione dei bordi esattamente dove dovevano posizionarsi all’interno del nostro mondo.

Elena Montini

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