Volteggia la foglia

il

Eri là e adesso ti ritrovo qua, adagiata sopra una zolla di terra erbosa.

Poco fa eri posizionata nella parte centrale della folta chioma, sopra in fondo ad un robusto ramo.

Il tuo gambo era ben incastonato e sostenuto, tanto che ti dondolavi leggermente, cullata dal vento.

Ti trastullavi spinta dalle leggere brezze del tiepido vento di fine estate.

Seguivi in modo armonioso l’andamento corale del gruppo di foglie a te vicine, ma le stagioni si susseguono e il vento ha cambiato modalità di scuotimento e si è fatto più irruente e freddo.

C’è difficoltà a rimanere avvinghiata al ramo ed è diventato faticoso, perché gli strappi e gli scossoni hanno reso più fragile il sostegno, infatti ti muovi avanti indietro con più vigore. Anche il colore si è modificato, e quella lucentezza tipica del germoglio si è piano piano omologata e uniformata.

Ora le venature si evidenziano e ci sono chiazze gialle in alcune zone anche color ruggine.

La natura si trasforma nel tempo e la verde chioma dell’albero è ora del colore del sole e se l’estate si è conclusa, l’autunno che avanza ci regala quell’oro e quei caldi colori che trasformano i viali in meravigliosi tunnel variopinti e a terra tappeti Multicolor.

La trasformazione è ormai evidente e la caduta delle foglie avviene continuamente ogni giorno.

Come una danza il ritmo cadenzato svuota la scena e piano piano abbandonano la postazione, per chinarsi nell’ultimo saluto.

È la conclusione di un ciclo naturale ed il completamento dell’evoluzione della natura e del suo ordine. Si ha la netta sensazione che lasciare il posto, denudare poco alla volta i rami ,sia indispensabile per la vita stessa dell’albero, che necessita di svuotarsi per fermarsi nei mesi freddi e rigenerare in primavera.

Quante foglie rispunteranno? Sì anche dove l’ultima ha abbandonato la propria postazione.

Nell’evoluzione della pianta la spinta creatrice genera dei germogli, quella nuova foglia pur avendo simili caratteristiche a quella precedente, vivrà una sua tipica stagione, fatta di sole di vento e di pioggia.

Ogni foglia che cade ha vissuto il suo tempo, è servita… ha svolto il suo scopo. Così anche se tutto sempre uguale e scontato, comunemente identico e programmato nell’inevitabile circostanza del ciclo vitale, è meraviglioso soffermarci a osservare ed ammirare la bellezza dei colori autunnali e per terra calpestare quello che senza sostegno si è lasciato dolcemente cadere per diventare nutrimento e sostanza della terra… quella terra che genera fertilità.

Elena Montini  

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